Carissimi,
riparto sperando di poter finalmente terminare i lavori della centrale idroelettrica che abbiamo costruito con l’aiuto di una quindicina di tecnici della Val Seriana (bellissimo poter parlare con loro in dialetto in mezzo alla foresta!). Avremo la corrente e sarà una piccola rivoluzione (bella, questa volta) per la nostra Missione: soprattutto per l’Ospedale che potremo meglio equipaggiare, per le Scuole, per il nostro Centro di formazione sociale, per la Missione, per gli studenti che potranno studiare anche la sera, anche dopo il buio
che arriva puntuale, ogni giorno, alle sei e un quarto.
Ci resta da fare lo scavo e il canale dell’acqua (380 m): dopo un anno di ricerche forse siamo riusciti a trovare uno scavatore per la seconda metà di Luglio. Ci farà lo scavo in poco tempo; più lungo invece sarà il lavoro della muratura del canale: ci vorranno un mucchio di sacchi di cemento e da noi, costano molto cari: più di 25 Dollari al sacco! Se riusciremo a farlo, forse poi riuscirò a tornare per passare il Natale con voi e con mia mamma.
Giù in Congo, nella nostra zona, al momento va abbastanza bene; le guerre si tengono lontane, più a sud. Questo non ha però impedito che dovessi andare a riportare fino in Uganda due gruppi di tecnici che erano venuti ad aiutarci: avevano giustamente paura dei tantissimi soldati armati che sulle strade fermavano tutti. Noi continuiamo a ringraziare Dio perché, per una volta, non abbiamo gruppi di ribelli nella nostra zona. Quelli che quattro anni fa hanno tatto massacri vicino a noi, stanno lasciando, sfiniti e affamati, le savane e tentano di tornarsene in Uganda. Noi continuiamo con le suore del posto a mantenere e a far studiare i ragazzi che quattro anni fa abbiamo recuperato a 100 km da dove siamo: sono quelli a cui i ribelli, la notte di Natale, avevano ucciso i genitori e i parenti sotto i loro occhi.
Alcuni di questi ragazzi abbiamo potuto riconsegnarli ai loro parenti usciti più tardi dalla foresta dove si erano rifugiati per sfuggire ai massacri. Noi siamo ormai, i genitori a tutti gli effetti dei 25 che restano. Sono quasi tutti bravissimi e molto impegnati nella scuola: sanno di doversi impegnare perché il domani dovranno affrontarlo da soli. Tra loro anche le tre sorelle ormai grandine, molto brave, anche se ogni tanto scoppiano in improvvisi scatti di ribellione contro tutto! Quella notte di Natale di quattro anni fa, loro, l’hanno passata da sole, a vegliare i corpi dei loro genitori e dei vicini tutti trucidati dai ribelli ugandesi; solo dopo due giorni qualcuno ha potuto aiutarle a seppellirli. Quell’INCUBO è una piaga che non si rimargina.
Per questo vogliamo loro tanto bene e cerchiamo di aiutarli in tutti i modi e di stare loro vicini.
Vi saluto e vi ringrazio caramente sperando… di rivederci presto!
Padre Egidio